The Mediterranean and the Three Monotheistic Religions

The challenge of dialogue

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THE MEDITERRANEAN AND THE THREE MONOTHEISTIC RELIGIONS: THE CHALLENGE OF DIALOGUE

Abp. Vincenzo Paglia spoke about this topic on Friday March 12, 2021 at the Italian Naval Academy in Livorno (Leghorn, in Central Italy).

Here follows a summary of his speech and after that the Press Release in Italian.

The Mediterranean, despite being one of the smallest seas on the planet, is one of the planet's “vital worlds”: a crossroads of riches and contradictions on a cultural, political, economic, social and religious level.

It is in fact from the Mediterranean that the three great monotheistic religions were born that have conditioned and continue to condition the West, and obviously the Mediterranean itself.

What is certain is that in a century the geography of the Mediterranean has changed, but the geography of the world has also changed.

Peoples and cultures, civilizations and religions are now linked together. There is no other future than that of coexistence. Otherwise the conflict arises. The only possible way is therefore the capacity for people who are different to coexist. Pope Francis outlined the path of humanity with the two encyclicals Laudato Sì and Fratelli tutti: we have only one home (the planet) and we are all one family (the family of peoples). Of course, living together requires considerable relationship skills. Globalization is frightening and we all try to lock ourselves up in our fences.

Religions are crucial to establish a bond of brotherhood between peoples. It is true that they can be involved in fueling conflicts, in sanctifying borders, in blessing atavistic distrust and in baptizing a new one. Actually, we must point out that religions are currently subjected to the ambiguous pressure of partisan and nationalistic interests. Even in religions many look for reasons to build protective walls and to cut ties deemed dangerous. Fearsome fundamentalism arises from that view (which is the infantile disease of religions) for which human life can be sacrificed.

Religions therefore have decisive responsibilities in the coexistence of peoples: their dialogue weaves a peaceful plot, rejects the temptations to tear the civil fabric apart and frees people from the exploitation of religious differences for political ends. However, all this requires boldness and courage, and it pushes to break down all the walls that separate one from the other with moral strength, with piety, with dialogue.

The art of dialogue is the art of spiritual depth, of confrontation with today's problems, but it is also the art of human encounter. A Brazilian poet, Vinicius de Moraes, who expressed well the feeling of that country of coexistence between cultures that is Brazil, said: "Life, my friend, is the art of encounter". And that is why those who practiced this art understood what Martin Luther King said many years ago, in 1961: "I sought my soul, but I did not see it, I sought my God, but it escaped me, I sought my brother, and I found all three, my soul, my God and my brother”. Dear friends, the soul, God and the brother are stages in the decisive research of every religion and of the very life lived precisely as the art of meeting, discovering and loving.

(original text: Italian; translation by Leonardo Stefanucci, revised by Fabrizio Mastrofini)

PRESS RELEASE (Italian)

Livorno, 12 marzo 2021.- «La realtà che appare alla fine degli anni Settanta del Novecento è quella della crisi della coabitazione tra ebrei, cristiani e musulmani nella riva Sud del Mediterraneo». I popoli e le religioni che si affacciano su quello che era un tempo «mare nostrum» devono cooperare, per non trasformarlo in «mare monstrum» di conflitti. 

Lo ha sottolineato mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, prendendo la parola oggi pomeriggio alla giornata di dibattito e riflessione organizzata dall’Accademia navale di Livorno, la Marina Militare e Limes sul rapporto tra l’Italia e il mare.

Parlando sul tema «Il Mediterraneo e le tre religioni monoteiste: la sfida del dialogo», mons. Paglia ha analizzato le «sfide» nella «coabitazione» tra le religioni. Dal Mediterraneo, ha esordito, «sono venute le grandi religioni monoteiste, non certo dall'Occidente. Oggi il Mediterraneo è cambiato e sembra sottolineare la difficoltà nella coabitazione tra popoli. Invece sappiamo che serve più che mai un cambio di rotta, verso il dialogo». Dal Concilio Vaticano II, ha notato mons. Paglia, il mondo cattolico è solidamente ancorato ai princìpi dell’accettazione e del dialogo nei confronti dell’ebraismo e dell’Islam. in una nuova fase di dialogo ecumenico ed interreligioso. Nel mondo arabo i  cambiamenti geopolitici del Novecento hanno portato all’emigrazione crescente dei cristiani a fronte della crescita dei fondamentalismi. «Il fondamentalismo è una grande semplificazione che affascina giovani disperati, gente spaesata per cui questo mondo è troppo complesso, inospitale, ma che può interessare politici spregiudicati alla ricerca di scorciatoie per il potere. E i fondamentalismi hanno il marchio dell’odio, se non della lotta al diverso religiosamente o etnicamente. Ma la sfida del futuro, anche se il terrorismo viene domato, è racchiusa nella capacità che i popoli hanno di vivere assieme pur restando diversi. Questo sta a dire che la prima e più urgente educazione da fare è quella, appunto, del convivere tra diversi».

Come Papa Francesco fa vedere nei suoi viaggi – l’ultimo in Iraq – e nei testi del suo Magistero – ad esempio l’Enciclica Fratelli Tutti – «le religioni hanno una responsabilità decisiva nella convivenza tra i popoli: il loro dialogo tesse una trama pacifica, respinge le tentazioni a lacerare il tessuto civile e libera dalla strumentalizzazione delle differenze religiose a fini politici. Ma questo richiede audacia e coraggio. E spinge ad abbattere con la forza morale, con la pietà, con il dialogo, tutti i muri che separano gli uni dagli altri».

Le diverse fedi – ha concluso mons. Paglia – devono «diventare cultura di riconciliazione e di dialogo, ossia un modo di vedere largo, un modo di amare senza confini, un modo di vivere che non riduce le cose ai nostri schemi, che non restringe il mondo alle nostre abitudini mentali. Ognuno deve aprire le finestre della propria mente e allargare le pareti del proprio cuore. E’ facile, molto facile, essere sensibili solo a quello che ci sta vicino, solo a quello che ci tocca e ci commuove; e ignorare ciò che sta lontano da noi. L’amore è anche un cuore ospitale a ciò che non ci tocca direttamente. L’ignoranza è funzionale all’egoismo. E nell’ignoranza appassiscono l’amore, la generosità, l’audacia, la passione. La forza della riconciliazione è una energia concreta che fa superare ogni ripiegamento su di sé e aiuta ad alzare il proprio sguardo e la propria azione verso l’universalità della famiglia umana. E questo chiede ascolto rinnovato del Vangelo e attenzione critica a quel che accade nel mondo».

              @PontAcadLife

Livorno, 12 marzo 2021