COMUNICATO STAMPA. Notizie false e richiesta di rettifica

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COMUNICATO STAMPA. La Pontificia Accademia per la Vita Precisa quanto segue e  ne chiede la pubblicazione integrale a «La Nuova Bussola Quotidiana»

Città del Vaticano 14 febbraio 2018.- L’Ufficio Stampa della Pontificia Accademia per la Vita, in relazione agli errori contenuti nell’articolo «In nome del dialogo, la Pav apre anche all’aborto», a firma di Benedetta Frigerio, apparso in data 14 febbraio 2018 sul sito «La bussola Quotidiana», rende noto che questo pomeriggio è stata inviata al direttore della testata on line la seguente precisazione.

Egregio Direttore,

le scrivo in merito ad alcuni errori contenuti nell’articolo «In nome del dialogo, la Pav apre anche all’aborto», a firma di Benedetta Frigerio, apparso in data 14 febbraio 2018 sul sito «La bussola Quotidiana», da lei diretto. Un articolo presentato come «Editoriale» e che pertanto intende esprimere la posizione ufficiale del suo giornale on line.

 A maggior ragione è necessario precisare quanto segue:

- Il Rabbino Szlajen ha pubblicato un articolo sul giornale argentino «Infobae» per illustrare la propria posizione in quanto appartenente alla religione ebraica, chiaramente contraria all’aborto. Alla fine di una lunga argomentazione volta a sostenere la tesi ebraica secondo cui il feto è un essere umano e dunque l’aborto un crimine, il rabbino ha notato che la legge ebraica prevede la possibilità dell’aborto nel caso eccezionale in cui si è chiamati a decidere dell’imminente pericolo di vita della donna e del feto. Riportare solo questa nota finale e non il senso di tutto l’articolo è tendenzioso e non rende giustizia del pensiero dell’autore, né men che meno della posizione della Pontificia Accademia per la Vita.

La informo inoltre che il Rabbino Szlajen si è rivolto al Catholic Herald – giornale inglese responsabile della prima e grave deformazione del suo pensiero – chiedendo ed ottenendo una rettifica. La stessa rettifica ora chiedo a lei su tutto l’insieme dell’articolo che la sua testata ha pubblicato in base a quanto le ho appena precisato.

E infatti ed inoltre:

Altrettanto in mala fede è da ritenersi il tentativo di associare Eutanasia e Cure Palliative svolto dall’autrice dell’articolo. Come chiaramente evidenziato nel Catechismo della Chiesa Cattolica e nel magistero di Benedetto XVI, le Cure Palliative nulla hanno a che fare con l’Eutanasia. Affermarlo o ventilarlo è prima di tutto ignoranza; colpevole ignoranza e tentativo improvvido di frastornare e scandalizzare i lettori. Lo scorso novembre la Pontificia Accademia non ha organizzato un convegno sull’eutanasia ma sul «fine vita» dal titolo esatto: «Meeting of End-of-life Questions» il titolo esatto e che ha avuto un lungo ed importante messaggio del Papa. Convegno in collaborazione con la World Medical Association che tra le sue direttive impegna gli aderenti a respingere l’eutanasia. L’Eutanasia è la procedura medica per mettere volontariamente e precocemente fine ad una vita umana. Le Cure Palliative accompagnano il malato  nell’ultima fase della sua vita, alleviandone le sofferenze con una adeguata terapia del dolore e favorendo relazioni significative e condizioni di cura corrispondenti alla sua inviolabile dignità. Come dice il Catechismo «esse costituiscono una forma privilegiata della carità disinteressata» (n. 2279). Confondere con l’eutanasia è un gravissimo errore.

Sapere, infine, che tutte le religioni hanno a cura l’accompagnamento e la cura della persona morente, è una buona notizia e certo non un «umanitarismo religioso allarmante». Per questo motivo, all’interno del convegno del 28 febbraio e 1 marzo dedicato alle Cure Palliative, cui presenzieranno alcuni dei massimi esperti mondiali in questo campo,  la Pontificia Accademia per la Vita ha previsto una specifica sessione in cui dialogheranno esponenti di varie religioni scambiandosi le rispettive esperienze.

Chiedo la rettifica e la pubblicazione integrale di questo testo a norma dell’art. 8 della Legge sulla Stampa, avvisandola che in caso contrario ed anche in futuro, l’Accademia si avvarrà di tutti gli strumenti giuridici a disposizione per difendere la verità delle proprie posizioni.

Mi auguro che d’ora in poi il doveroso dibattito tra lecite posizioni diverse possa fondarsi su una comunicazione rispettosa delle posizioni di tutti i soggetti.

Ufficio stampa Pontificia Accademia per la Vita

Città del Vaticano, 14 febbraio 2018