In Qatar Conferenza sulle Cure Palliative con la Pontificia Accademia per la Vita

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Doha, 22 gennaio 2019 -. Le cure palliative «rappresentano un diritto umano»; reagiscono  alla «cultura dello scarto» che vuole rendere normale l’eutanasia e il disinteresse verso gli altri.

Lo ha ribadito mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, nel saluto introduttivo alla Conferenza «Muslim and Christian Perspectives on Palliative Care and End of Life», un evento di studio che si inserisce nel più ampio progetto della Pontificia Accademia per la Vita per la diffusione e implementazione delle cure palliative nel mondo. La Conferenza si svolge oggi e domani a Doha, in Qatar, ed è organizzata con la Georgetown University (Washington e Doha) e con il Programma Wish della Qatar Foundation.

«Le cure palliative – ha spiegato mons. Paglia –  incarnano una visione dell’uomo di cui le grandi tradizioni religiose sono custodi e promotrici: è questo il contributo più profondo e incisivo che ne possono ricevere, in termini di motivazione e di ispirazione» e «rappresentano oggi per tutti noi una proposta concreta che si inserisce in un contesto di povertà di amore per l’essere umano e di crisi dei legami sociali che da un generico disimpegno sta giungendo a una vera e propria disintegrazione sociale che coinvolge tutte le forme comunitarie a partire dalla famiglia».

«Reinventare una nuova fraternità è la sfida antropologica e sociale dei nostri giorni e mandato specifico che Papa Francesco ha consegnato alla Pontificia Accademia per la Vita in occasione del venticinquesimo anniversario della sua istituzione. Anche su questo le religioni hanno una parola specialissima da dire. Il compito di “custodire” l’altro e il creato è ben diverso dall’atteggiamento prevaricatore, predatorio, distruttivo così spesso attuati dall’uomo (non solo verso la natura e la terra, ma anche verso il fratello, specie quando è percepito come un intralcio o non più utile per i propri scopi). La comunità delle cure palliative testimonia un nuovo modo di convivere che mette al centro la persona e il suo bene a cui non solo l’individuo, ma l’intera comunità, nella reciprocità, tende. In questa comunità il bene di ciascuno è perseguito come bene per tutti. Le cure palliative rappresentano un diritto umano e vari programmi internazionali si stanno adoperando per attuare ciò; ma il vero diritto umano è continuare ad essere riconosciuto e accolto come membro della società, come parte di una comunità».

La Conferenza si è aperta con la firma di una Joint Declaration on End of Life and Palliative Care, da parte della World Innovation Summit for Health (WISH) in Qatar e dalla Pontificia Accademia per la Vita. «Due istituzioni di fedi diverse, ma che condividono il compito dello studio, della promozione scientifica e dello sviluppo culturale,  due istituzioni accademiche che proprio nelle cure palliative trovano un proficuo terreno di incontro e collaborazione per la realizzazione di un nuovo umanesimo, a vantaggio di tutte le persone e di tutti i popoli».

Programma dei lavori:

 www.qatar.georgetown.edu/news-events/events/christian-and-muslim-perspectives-palliative-care-and-end-life

Testo integrale Mons. Paglia:

http://www.academyforlife.va/content/pav/it/the-academy/the-president/cure-palliative-e-fine-vita--mondo-musulmano-e-cristiano-in-dial.html

Doha, 22 gennaio 2019