Prendersi Cura, sempre.

I lavori di mercoledì 11 dicembre

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Il Simposio internazionale “Religione ed Etica Medica: Cure Palliative e la Salute Mentale durante l'invecchiamento” (Religion and Medical Ethics: Palliative Care and the Mental Health of the Elderly), si è aperto con il discorso di mons. Paglia, della dott.ssa Sultana Afdhal e la lettura del Messaggio del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di stato.

Messaggio del Segretario di Stato

Your Excellency,

I offer cordial greetings to you and to the scholars and experts from different religious traditions assembled in Rome in these days for the International Symposium on Religion and Medical Ethics. Palliative Care and Elderly Mental Health, as you explore this complex issue of pressing concern.

The theme of this event, co-sponsored by the Pontifical Academy for Life and the World Innovation Summit for Health, seeks to place the elderly - especially those suffering from mental health issues and those in the final stages of life -at the very centre of our consideration. The frailty and vulnerability of people in need of palliative and other types of care should never permit a merely utilitarian attitude to take hold. Tragically, they are all too often overlooked, rejected or even "discarded with an attitude of abandonment, which is actually real and hidden euthanasia" (Address of His Holiness Pope Francis to the Elderly, Saint Peter's Square, 28 September 2014). Hence the urgent need that they should find a solid support for their God-given dignity and worth in the ethical and spiritual vision shared by the various religions.

May the ecumenical and interreligious cooperation, evident in this Symposium, continue to be fruitful in defending the care to which the elderly are entitled and in building a culture of encounter and acceptance in which they are esteemed and loved.

In expressing these sentiments, I have the honour to convey the Holy Father's prayerful good wishes for the Symposium and its important deliberations.

Yours sincerely in Christ,

Pietro. Card. Parolin - Secretary of State

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Il valore della persona umana

Sintesi della prima giornata dei lavori

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Il simposio Religione ed Etica medica affronta i temi delle cure palliative e della sanità mentale degli anziani, temi che rivestono un’importanza particolare nel momento storico che stiamo vivendo. Sempre di più, infatti, siamo vittime di una cultura dello scarto che porta all’emarginazione dei soggetti più deboli, degli anziani, di coloro che soffrono un male inguaribile. Ecco perché è indispensabile promuovere una cura dell’accompagnamento sino al passaggio della morte.

Come afferma Monsignor Paglia: ‘vogliamo reagire promuovendo una cultura delle cure palliative sia per rispondere alla tentazione dell’eutanasia e del suicidio assistito, sia per accompagnare nel percorso di amore. Quando invece la sofferenza colpisce i minori, i bambini, gli adolescenti dobbiamo essere tutti molto più attenti. Le cure palliative, quelle pediatrie e le malattie cognitive sono campi in cui le religioni trovano una prospettiva comune, un accompagnamento che ci consente di essere prossimi a chi è malato in tutti suoi orizzonti. L’approccio del mondo islamico nei confronti delle cure palliative risulta incentrato sul valore della persona umana infatti si afferma che :’ non abbiamo a che fare con il paziente ma con la persona a tutto tondo’.

Emerge inoltre una forte relazione tra cultura, religione ed esperienza di morte; per questa ragione le competenze culturali e una pratica religiosa sensibile risultano rilevanti per le politiche sociali e le pratiche professionali. Si analizzano i Life Sustaining Treatments (LSTs) e si afferma che questi trattamenti possono essere sospesi in caso di morte cerebrale perché trattamenti eccessivi non fanno altro che prolungare il processo di morte.

Una parte del mondo musulmano sostiene che questi trattamenti siano opzionali e in quanto tali, possano essere interrotti; il Dr. Ghaly pone un quesito fondamentale: ‘morire senza dolore o con una mente sveglia’? Sappiamo infatti che bisogna somministrare farmaci per alleviare il dolore ma in questo modo si sopprime la coscienza e la persona non è più sveglia e per questo motivo vi è un forte dissenso; secondo l’approccio arabo, l’intelletto umano è qualcosa di bello che non si può sopprimere ed è questa la ragione per cui nell’Islam è vietato l’alcol. Inoltre si riflette sul fatto che i farmaci possano abbreviare la vita dei pazienti , influenzare il funzionamento del corpo e accelerare la morte.

Vediamo che invece l’approccio cristiano sottolinea i valori della dignità, della compassione e dell’umiltà; l’uomo deve essere considerato nella sua interezza e si è favorevoli ad una morte con dignità; per i cristiani, la dignità è accettare la morte naturale e esistono modi indegni di morire, ovvero nella solitudine, nel dolore, senza sollievo; l’assenza di una cura non adeguata provoca la percezione della non dignità della persona. Secondo l’approccio della religione ebraica, la vita e la salute costituiscono dei beni che non sono di nostra proprietà, ci sono dati a disposizione e siamo tenuti a tutelarli e a garantirli; abbiamo dunque l’obbligo di non uccidere e di non rimanere impassibili di fronte al sangue versato. Si ribadisce quindi la proibizione di togliere la vita anche in condizioni gravissime.

Un tema è quello della sofferenza nella religione ebraica così come nelle maggiori tradizioni religiose, la sofferenza ha un valore catartico, quindi ci si domanda perché combattere la sofferenza.  Un altro dilemma della società attuale è che noi siamo portati nel momento in cui vogliamo cancellare la sofferenza, a eliminare non la sofferenza, ma il sofferente. Questa è la grande contraddizione. In realtà siamo misericordiosi non nei confronti del malato ma nei confronti di noi stessi che non sopportiamo di  vedere la persona che soffre. 

Si tocca il tema della sedazione; si abbassa il livello della coscienza affinché la persona non sia più reagente. In verità si stacca la spina nei confronti della sofferenza ma la persona continua a vivere. Nel primo panel di discussione si riafferma che la religione e la spiritualità svolgono un ruolo indispensabile nel campo delle cure palliative; si afferma che esistono diversi tipi di dolore e che non si può trattare il dolore spirituale alla stessa maniera della sofferenza fisica. Si riflette sul fatto che le cure palliative abbracciano tutti: medici, pazienti e famiglia. Il ruolo dei medici è molto importante per quanto riguarda la questione spirituale. Il personale infermieristico è molto importante perché sono molto vicini ai pazienti e forniscono un grande contributo in questa delicata fase di vita. Si ribadisce che la cura debba essere olistica. Tutti gli approcci religiosi sostengono che non vi è una medicina per la sofferenza spirituale; il dolore diventa sofferenza se non troviamo un significato; occorre quindi abbandonarsi completamente a Dio. (a cura di Liliana Nocera)