AI per una società più equa, inclusiva, giusta

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"Non dobbiamo mai dimenticare che dietro ogni byte raccolto ci sono persone reali. Non possiamo dimenticare che i dati raccolti e inseriti nei costrutti artificiali sono tracce lasciate da veri esseri umani, anche se non abbiamo idea di chi siano. Mai dimenticare che profiliamo persone reali, non modelli matematici o simulazioni".

Lo ha detto l'Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, nel suo intervento alla prima sessione della XXI Conferenza Mondiale Infopoverty (3 dicembre 2021).

Don Andrea Ciucci, della Pontificia Accademia per la Vita, ha spiegato, nel suo intervento (quarta sessione): “Oggi possiamo costruire torri che raggiungano il cielo, anche grazie al nostro comune linguaggio digitale. Spero che il nostro progetto protegga la differenza e ci aiuti a essere saggi nella nostra dimora su questo pianeta. In caso contrario, potremmo condividere tragicamente la maledizione inflitta ai nostri antenati biblici”.

COME COSTRUIRE UNA SOCIETÀ DIGITALE PIU' EQUA E INCLUSIVA? Questi i temi della XXI Infopoverty World Conference, il 3 dicembre 2021, on line sul Webcast delle Nazioni Unite. Rimanendo ferma nella sua importante missione di combattere la povertà utilizzando tecnologie digitali innovative, la Infopoverty World Conference è stata istituita per la prima volta nel 2001 con il lancio degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

Organizzato da OCCAM con UN-GAID e con il patrocinio del Parlamento Europeo, l'evento ha ospitato oltre 2000 eminenti relatori di alto livello. Nel corso degli anni, la Conferenza ha affrontato continuamente i progressi portati dalla Rivoluzione Digitale e ha progressivamente scoperto e lanciato modelli di buone pratiche nei settori della telemedicina, dell'e-learning, dell'e-agricoltura e dell'e-finance, seguiti dalla loro implementazione di successo in molti villaggi remoti e comunità svantaggiate dell'Africa e dell'America Latina.