La Pandemia e la sfida dell'educazione

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Mons. Vincenzo Paglia

Città del Vaticano, 22 dicembre 2021. La Pontificia Accademia e il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, nell’ambito della Commissione Vaticana Covid19, presentano oggi due documenti.

Il primo, elaborato dalla Pontificia Accademia in collaborazione con il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale e alla Commissione Vaticana Covid-19, si intitola: “La Pandemia e la sfida dell’educazione”.  Il secondo, elaborato dalla Commissione Vaticana Covid-19, si intitola: "Bambini e COVID-19: le vittime più vulnerabili della pandemia".

Abbiamo vissuto e stiamo vivendo la pandemia dal punto di vista sanitario.

Abbiamo una pandemia parallela, che colpisce le generazioni nella fase in cui si sviluppano le energie finalizzate ad alimentare l’immaginazione del futuro ed è destinata ad incidere profondamente sulla psicologia dei ragazzi, in modo particolare sugli adolescenti. Il disorientamento dei nostri ragazzi e ragazze, bambini e bambine, non può non richiamare l’attenzione degli adulti. La chiusura delle scuole, parziale o totale e di tante attività che normalmente coinvolgono le giovani generazioni, hanno avuto conseguenze molto gravi. Stanno emergendo con sempre maggiore chiarezza ricerche e studi che presentano una situazione preoccupante. Nel Nord del mondo l’interruzione della scuola e della vita sociale diminuisce il livello di preparazione e aumenta l’insorgere di problemi psicologici, solitudini forzate e mina la voglia di sognare, di vivere. In varie parti del pianeta la pandemia costituisce una seria minaccia per l’abbandono scolastico.

D’altra parte non possiamo nemmeno non notare come questi anni difficili possano costituire un’occasione di crescita. Da quando è stata autorizzata la vaccinazione per chi è adolescente, la stragrande maggioranza dei giovani ha aderito con piena coscienza e con convinzione, mostrando una grande capacità di comprendere la situazione e il valore della scienza e della medicina, così come di tutte quelle misure di prevenzione che ben conosciamo. Fanno notizia solo quei pochi che non intendono rispettare le regole. Ma bisogna anche riconoscere il ruolo positivo di una generazione che, vaccinandosi in massa, mostra un profondo desiderio di collaborare e di sostenere un tempo di crisi.

La Pontificia Accademia per la Vita sottolinea quattro aspetti.

Primo: aprire le scuole in sicurezza, e tenerle aperte, perché l’educazione e la socializzazione sono prioritari. Uno degli interventi che riteniamo prioritari, per i governi, è adoperarsi perché la gli edifici scolastici siano attrezzati a garantire la maggior sicurezza possibile e che l’insegnamento a distanza sia solo l’estrema ratio.  

Secondo: è impensabile affrontare i prossimi mesi senza un adeguato sostegno (sociale, culturale, urbanistico, economico) alle famiglie, che saranno ancora chiamate a sostenere non poche conseguenze dell’urgenza pandemica.

Terzo: educhiamo alla fratellanza universale, prendendo sul serio l’enciclica di papa Francesco. Con la pandemia tutto il mondo è entrato in ogni casa: quello dei paesi più benestanti e anziani come quello dei più giovani ma ancora in via di sviluppo.

Quarto: riprendiamo con un nuovo slancio le attività nella comunità cristiana. E rinnoviamo un legame stretto tra le famiglie, le associazioni, le parrocchie e i movimenti, perché questo tempo difficile sia colto come un’opportunità per crescere e diventare tutti migliori, come ha spesso ricordato Papa Francesco.

Città del Vaticano, 22 dicembre 2021

La Pandemia e la sfida dell'Educazione

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Comunicato della Santa Sede, 22.12.2021 

A seguito dell’odierna pubblicazione dei nuovi Documenti della Commissione Vaticana Covid-19 e della Pontificia Accademia per la Vita, ad un anno dalla divulgazione delle Note sulla stessa tematica della Congregazione per la Dottrina della Fede e del Comunicato ufficiale delle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali, sembra opportuno riaffermare la posizione favorevole della Santa Sede ai vaccini.

Il Santo Padre ha definito la vaccinazione «un atto d’amore», poiché finalizzata alla protezione delle persone contro il Covid-19. Inoltre, ha recentemente ribadito l’esigenza che la comunità internazionale intensifichi maggiormente gli sforzi di cooperazione, affinché tutti abbiano accesso rapido ai vaccini, non per una questione di convenienza, ma di giustizia.

[01847-IT.01] [Testo originale: Italiano]