Dati sanitari, servono gestione etica e condivisione equa delle ricerche
Vatican News
“Il ruolo crescente dei dati sanitari e delle tecnologie digitali in medicina solleva importanti questioni etiche che richiedono una riflessione e una cooperazione a livello globale. Questo incontro ha rappresentato un’importante opportunità per promuovere un approccio più equo alla ricerca biomedica e all’assistenza sanitaria”. Così monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, nel Terzo Meeting di esperti sulla revisione della Dichiarazione di Taipei sulla conservazione delle informazioni sanitarie, tenutosi l'1 e il 2 giugno 2026 nella Sala San Pio X della Città del Vaticano, organizzato dall’Associazione Medica Mondiale (WMA) in collaborazione con la stessa PAV e l’Associazione Medica Israeliana.
Valutare l’equità della raccolta e dell’utilizzo dei dati dei pazienti
L'incontro, che ha riunito esperti internazionali in medicina, bioetica, diritto, sanità pubblica e governance sanitaria, si legge nel comunicato finale degli organizzatori, si è concentrato in particolare sull'equità nella raccolta, nella conservazione, nell'accesso e nell'utilizzo dei dati sanitari e dei campioni biologici. Le discussioni hanno affrontato la sottorappresentazione delle popolazioni vulnerabili ed emarginate nella ricerca, l'equa ripartizione dei benefici della ricerca, il coinvolgimento significativo delle parti interessate nel processo decisionale etico e i meccanismi di governance che promuovono la giustizia e la solidarietà globale.
Kitulu (WMA): l’innovazione medica sia fondata su etica ed equità
In apertura dell'incontro, la dottoressa Jacqueline Kitulu, presidente della WMA, ha sottolineato l'importanza di garantire che l'innovazione in campo medico rimanga fondata sull'etica e sull'equità. “I dati sanitari e la ricerca sulle biobanche – ha affermato - racchiudono un enorme potenziale per migliorare l’assistenza sanitaria e le conoscenze scientifiche in tutto il mondo. Tuttavia, il progresso scientifico deve andare di pari passo con la responsabilità etica, un’inclusione significativa e una condivisione equa dei risultati per garantire che tutte le comunità ne traggano uguale beneficio”.
La Dichiarazione di Taipei, adottata nel 2002
Adottata originariamente dalla WMA nel 2002 e rivista nel 2016, la Dichiarazione di Taipei fornisce una guida etica sull’uso delle banche dati sanitarie e delle biobanche. Poiché i progressi nell’intelligenza artificiale, nella genomica, nella medicina basata sui dati e nella condivisione transfrontaliera dei dati continuano a rimodellare l’assistenza sanitaria e la ricerca medica, la WMA ha avviato un processo di revisione per garantire che la Dichiarazione rimanga in sintonia con le realtà globali contemporanee e le preoccupazioni etiche.
L’umanità si può unire al servizio della salute dei pazienti
L'incontro nella Città del Vaticano ha segnato la terza consultazione aperta di esperti nell'ambito del processo di revisione in corso, dopo il primo incontro aperto di esperti tenutosi a Taipei, Taiwan (dicembre 2025) e il secondo incontro aperto di esperti tenutosi a San Paolo, Brasile (marzo 2026). “La collaborazione di medici provenienti da tutto il mondo – conclude il comunicato congiunto - dimostra che, anche in tempi segnati da conflitti, l'umanità può unirsi al servizio della salute e del benessere dei pazienti. Speriamo che questo spirito di cooperazione contribuisca a una maggiore comprensione e alla pace”.


