Fine vita, la legge Zaia «allontana» Palazzo Chigi e Vaticano

Botta e risposta. Monsignor Pegoraro: «Più curepalliative». Il governo: «Fondi aumentati»

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di Anna Maria Greco (articolo pubblicato su Il Giornale lunedì 7 settembre 2026)

 

Il tema è quello dell'eutanasia, mai citata direttamente ma sempre girandoci intorno: fine vita, suicidio assistito, cure palliative. E si riaccende il confronto-scontro tra Stato e Chiesa.

Da Oltretevere arriva un monito, mentre le regioni fanno a gara per colmare il vuoto legislativo indicato dalla Corte costituzionale, con norme a macchia di leopardo, l'ultima del Veneto che ha legiferato sul suicidio medicalmente assistito.

«Meno armi e più cure palliative», reclama monsignor Renzo Pegoraro, arcivescovo e presidente della Pontificia Accademia per la Vita, dalle pagine di Avvenire. L'alto prelato fa proprio riferimento alla regione del governatore leghista Zaia e chiede allo Stato di adottare «l'obbligo di proporre a tutti i cittadini percorsi di cure palliative - come in Veneto - assumendosi l'onere di reperirne fondi e finanziamenti». Per Pegoraro una buona legge sulle cure palliative, in Italia, «c'è già, e riconosce un esplicito diritto a usufruirne. Ma chi si propone a difensore della vita deve anche trovare i soldi per implementarle».

Poi l'arcivescovo sostiene che «non esiste alcun diritto all'aiuto al suicidio», e invece c'è quello dello Stato di «prendersi cura, e anche di rispettare la volontà del singolo di non ricevere trattamenti». Quanto alla legge nazionale, attenzione che «non sconfini, superando la strettoia precisa indicata dai criteri stabiliti dalla Corte». Per lui, il parlamento sovrano «deve agire», ma è «non vincolante» il parere della Consulta sull'opportunità della legge.

E «non è scontato» che le Camere debbano uniformare i «limitati» cambiamenti apportati dalla Consulta alla normativa vigente. Insomma, uno stop.

Da Palazzo Chigi ci tengono a precisare che i fondi per le cure palliative sono stati aumentati, anche favorendo «l'effettivo utilizzo da parte delle Regioni».

Tra i partiti, Forza Italia replica subito. «La proposta Zullo-Zanettin e gli emendamenti presentati da Fi attribuiscono un ruolo centrale alle cure palliative nell'ambito della proposta di legge sul fine vita», sottolinea la capogruppo al Senato Stefania Craxi. E lo stesso Pierantonio Zanettin, relatore sulle proposte sul fine vita, afferma: «Non siamo all'anno zero, ma vanno colmate le disparità sul territorio».