Il «Vangelo dello studente», manuale speciale di don Mensuali
di Andrea Ceredani, articolo pubblicato su Avvenire il 30 settembre 2026
Gli studenti delle classi di don Riccardo Mensuali, sacerdote dal 1994, con lui parlano un po' di tutto: femminicidi, politica, ansia giovanile, social network. E, soprattutto, delle loro preoccupazioni più intime. Lo fanno «perché in classe non sentono di essere giudicati», assicura don Mensuali. «Credono che il mondo li ritenga stupidi - continua il sacerdote - o superficiali o inadeguati. Questa insicurezza è un tratto profondo della loro umanità e della loro spiritualità». Una relazione, quella con il trascendente, che esiste in molti ma spesso è vissuta «individualmente o in frammenti sparsi». «Molti faticano a distinguere una Messa da una preghiera semplice in chiesa», traduce don Mensuali. Che per questo, in occasione dell'inizio dell'anno, ha preparato un "manuale speciale" per i propri ragazzi, e per tutti gli studenti di religione cattolica in Italia. Nove brani evangelici, nove riflessioni e nove spunti di preghiera per i nove mesi dell'anno scolastico: una sorta di allenamento alla spiritualità, «frutto del lungo lavoro svolto in classe». È questo lo spirito de Il Vangelo dello studente, edito da Edizioni San Paolo e uscito in libreria lo scorso 19 settembre.
L'anno, secondo don Mensuali, comincia con l'annunciazione dell'Angelo a Maria, estratta dal Vangelo di Luca. Quell'annuncio, un po' come per gli studenti al rientro in aula, «per Maria, giovane ragazza, fu un mezzo trauma. Solo che nel Vangelo i traumi fanno bene, si superano e si cresce». Lo stesso destino che il sacerdote auspica per i suoi alunni. Molti - confessa don Mensuali - spesso «non si sentono adeguati» e rischiano di rimanere bloccati tra distrazioni e impegni continui. «Abbiamo da fare, i pomeriggi incastrati e lo smartphone da scrollare», riassume il sacerdote. È per questo che l'accettazione di «una missione al limite dell'impossibile, come quella di Maria», per gli studenti potrebbe diventare una strada privileged per oltrepassare «la superficialità che il mondo suggerisce anche nell'affrontare le amicizie e le relazioni umane». Gli adolescenti, del resto, «sembrano occupati da tutto» - chiosa il sacerdote - ma «in fondo non aspettano altro che scaltri e gentili angeli celesti».
Eppure, con il passare dei mesi, a scuola gli entusiasmi si affievoliscono e la classe diventa teatro di piccoli e grandi drammi personali. A volte, il dolore è più profondo e collettivo: lo scorso anno, 41 adolescenti hanno perso la vita in un incendio all'interno di un locale a Crans-Montana, in Svizzera, e a scuola non sono più tornati. «A gennaio abbiamo pregato per loro - racconta il sacerdote -. È una vicenda che ha colpito molto profondamente i miei studenti». Tanto da farne cenno anche nel "Vangelo dello studente", che a gennaio ricorda il brano, estratto dal Vangelo di Marco, della tempesta placata da Gesù nel "mare di Galilea". Un estratto scelto per interrogare gli alunni sul rapporto tra vita, giovinezza e morte. «Noi, per cosa viviamo?» domanda don Mensuali agli studenti. Ogni risposta che arriverà dalle aule, secondo il sacerdote, dimostrerà soltanto che «non c'è domanda troppo grande per i giovani».
La maggior parte degli studenti, però, trova soddisfazione e «libertà» solo quando «finalmente la scuola chiude», come scrive l'autore all'inizio della sua riflessione di giugno. Ma è in quella libertà, nelle intenzioni di don Mensuali, che gli adolescenti dovrebbero cercare «l'emancipazione» e «qualcosa di buono» per gli altri. Almeno dopo un anno di studio e relazioni sane. Con gli adolescenti a cui insegna, il sacerdote ha ottenuto risultati concreti: «Dopo un anno di esercizio - racconta il sacerdote - hanno imparato a rispettare il silenzio nella preghiera e a godersi venti minuti di Adorazione eucaristica. Non è poco per loro». Oggi sono proprio gli alunni della sua classe a presentare al pubblico il "Vangelo dello studente", qualche pagina per uno: «Si divertono a farlo e anche così, forse, il Vangelo parla alle loro vite».


