Pegoraro (Pav): l’IA non può decidere da sola quello che è giusto e umano
articolo pubblicato su Vatican News martedì 26 maggio 2026
“L’Intelligenza artificiale può essere un aiuto prezioso, ma non può decidere da sola ciò che è giusto, ciò che è umano, ciò che merita di essere protetto. Questa responsabilità resta nostra”. Lo ha sottolineato monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, introducendo questo pomeriggio, 25 maggio, il convegno “L’Intelligenza artificiale e il futuro della dignità umana. Un ponte attraverso le transizioni demografiche e occupazionali”, tenuto nella sala della Conciliazione del Palazzo Lateranense. Un appuntamento organizzato dalla Pav in collaborazione con Deloitte Central Mediterranean e il patrocinio della Pontificia Università Lateranense. Ad aprire i lavori, gli interventi di monsignor Pegoraro, di Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Central Mediterranean e del direttore generale della Fao Dongyu Qu.
IA, uno sviluppo da legare alla dignità della persona
Nella sua introduzione, il presidente Pegoraro ha spiegato che è significativo che l’enciclica Magnifica humanitas, il primo grande testo di Papa Leone XIV, “richiami, fin dall’inizio del suo pontificato, una questione che oggi è davanti agli occhi di tutti: la tecnologia non è mai neutrale quando entra così profondamente nel lavoro, nella cura, nelle relazioni sociali e nelle decisioni collettive”. L’enciclica, ha aggiunto, ci ricorda che la domanda decisiva “non è soltanto che cosa l’intelligenza artificiale può fare, ma se il suo sviluppo resterà davvero orientato alla dignità della persona e al bene comune”. Credo, ha chiarito ancora monsignor Pegoraro, “che questo sia anche il senso dell’incontro di oggi. Parlare di governance, di capitale, di transizione demografica, di lavoro e di competenze significa domandarsi chi guida questi processi, con quali criteri e con quali effetti sui più fragili”. La Pontificia Accademia per la Vita, per il suo presidente, sente pienamente questa responsabilità: “ricordare che l’innovazione è autenticamente umana solo quando non riduce la persona a funzione, dato o prestazione, ma ne custodisce la dignità, la libertà e la vocazione relazionale”. In questo senso, la Rome Call for AI Ethics, che la Pav ha lanciato nel 2020, “trova oggi una conferma molto forte. L’intelligenza artificiale può essere un aiuto prezioso, ma non può decidere da sola ciò che è giusto, ciò che è umano, ciò che merita di essere protetto. Questa responsabilità resta nostra”.


