Regno Unito, la Camera dei Comuni boccia il ddl sul suicidio assistito

La Camera dei Comuni britannica ha detto no al ddl sul suicidio assistito, arrivato oggi in aula per la seconda lettura: 286 i no, contro 270 favorevoli. Dibattito durato quattro ore con accese contrapposizioni. Sia la Chiesa cattolica d'Inghilterra e Galles che quella anglicana avevano espresso nei giorni scorsi la propria contrarietà al provvedimento definendolo "imperfetto e pericoloso" e chiedendo di migliorare il sistema delle cure palliative

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di Roberto Paglialonga - Città del Vaticano (articolo pubblicato su Vatican News venerdì 11 settembre 2026)

 

I parlamentari britannici hanno bocciato questo pomeriggio un disegno di legge che avrebbe consentito agli adulti malati terminali in Inghilterra e Galles di scegliere di porre fine alla propria vita. Dopo un acceso dibattito di quattro ore nella Camera dei Comuni, il disegno di legge sui malati terminali (fine vita) è stato respinto con 286 voti contrari e 270 a favore.

Il dibattito alla Camera dei Comuni

Il voto pone fine a un dibattito parlamentare durato due anni sull'eutanasia, durante il quale la Camera dei Comuni si era espressa a favore dell'eutanasia in due precedenti occasioni: si tratta del Terminally Ill Adults (End of Life) Bill. Il disegno di legge, però, nell'aprile 2026 era stato di fatto bloccato alla Camera dei Lord, incaricata della revisione, dopo la presentazione di circa 1.200 emendamenti.

Cosa prevedeva il testo

Il testo ora bocciato proponeva di consentire agli adulti in Inghilterra e Galles, con un'aspettativa di vita inferiore a sei mesi, di richiedere l'eutanasia previa approvazione di due medici e di una commissione di esperti. Mentre molti parlamentari hanno raccontato le proprie esperienze, sia a favore che contro la proposta, il governo ha assunto una posizione neutrale: i parlamentari quindi hanno votato secondo coscienza piuttosto che in base all'appartenenza al partito. Lo stesso premier britannico, Andy Burnham, non ha votato: la sua posizione era stata da lui stesso anticipata con la motivazione di non voler "influenzare indebitamente il dibattito". Occorre "potenziare le cure palliative", aveva anche aggiunto.

L'opposizione della Chiesa cattolica d'Inghilterra e Galles

Al testo si sono opposti anche numerosi esponenti della Chiesa cattolica d'Inghiletrra e Galles. L'arcivescovo di Westminster, Richard Moth, presidente della Conferenza episcopale, lo ha definito "sbagliato in linea di principio" e "profondamente imperfetto", mentre l'arcivescovo di Liverpool, John Sherrington, ha parlato delle conseguenze che una sua approvazione avrebbe avuto sui più deboli e vulnerabili, eventualmente "forzati" a richiedere il suicidio assistito.   

Contrari anche gli anglicani

Contraria anche la Chiesa d'Inghilterra. L'arcivescovo di Canterbury, Sarah Mullally, ha dichiarato che l’ "impegno culturale che ha la società nel prevenire il suicidio", "deve valere anche per i malati terminali".