Roma, apertura del Terzo Open Expert Meeting sulla revisione della Dichiarazione di Taipei

Si è aperto a Roma, il 1° giugno 2026, il “Third Open Expert Meeting on the Revision of the WMA Declaration of Taipei”, promosso dalla World Medical Association e co-organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita, dalla Israeli Medical Association e dalla stessa WMA.

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L’incontro riunisce esperti internazionali per proseguire il processo di revisione della Dichiarazione di Taipei, documento di riferimento globale sulle questioni etiche relative ai database sanitari e alle biobanche. Al centro dei lavori vi sono i temi dell’equità, delle sfide globali della sanità digitale e della governance etica dei dati sanitari.

Le relazioni di apertura

Aprendo i lavori, S.E. Mons. Renzo Pegoraro, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha rivolto un saluto alla Presidente della World Medical Association, dott.ssa Jacqueline Kitulu, e al nuovo Segretario Generale, dott. Ramin Parsa-Parsi, esprimendo anche gratitudine per il servizio svolto dal precedente Segretario Generale, dott. Otmar Kloiber.

Mons. Pegoraro ha ricordato il percorso condiviso tra la Pontificia Accademia per la Vita e la WMA, consolidato nel tempo attraverso diverse iniziative internazionali: dal Meeting regionale europeo del 2017 sul fine vita, al tavolo internazionale del 2021 sulla vaccinazione, fino alla conferenza del 2024 sulla revisione della Dichiarazione di Helsinki.
Secondo il Presidente della PAV, l’attuale incontro rappresenta una nuova tappa significativa di questo cammino comune, orientato alla tutela della salute pubblica e alla salvaguardia della dignità del paziente e del ruolo del medico, in collaborazione anche con la Israeli Medical Association.

Dignità umana e sfida tecnologica

Nel suo intervento, Mons. Pegoraro ha richiamato le riflessioni di Papa Leone XIV sul rapporto tra progresso tecnologico e dignità umana, sottolineando come lo sviluppo scientifico e digitale debba sempre rimanere ordinato al bene comune e al rispetto della persona. Il Papa mette in guardia dai rischi di una “manipolazione perversa” delle tecnologie, tema già presente nel magistero di Papa Francesco, in particolare nella denuncia del paradigma tecnocratico.
In questo contesto, è stata ribadita la necessità di un quadro etico, spirituale e politico capace di orientare le trasformazioni in atto, evitando che l’efficienza e il profitto diventino criteri esclusivi di giudizio.

Una convergenza tra Taipei e bioetica globale

Mons. Pegoraro ha sottolineato la convergenza tra la riflessione della Pontificia Accademia per la Vita e i principi della Dichiarazione di Taipei: la dignità della persona resta inviolabile anche di fronte alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.
Per i professionisti sanitari, questo si traduce in obblighi concreti: tutela dei dati, divieto di utilizzi non concordati delle informazioni, protezione nelle collaborazioni internazionali e salvaguardia della fiducia dei pazienti.

Etica incarnata e responsabilità condivisa

La PAV ha inoltre ribadito l’importanza di una bioetica globale capace di integrare dimensioni mediche, sociali, economiche e ambientali, in linea con le sfide della sanità digitale e dell’intelligenza artificiale.
Le tecnologie emergenti – dall’IA alla genomica, fino alle piattaforme digitali sanitarie – rappresentano strumenti potenti, il cui valore dipenderà dalla solidità delle garanzie etiche che la comunità internazionale sarà in grado di costruire.
Il dialogo tra WMA e Pontificia Accademia per la Vita si conferma così sempre più necessario e attuale, fondato su una visione comune: coniugare innovazione e responsabilità, progresso scientifico e centralità della persona umana.


Per informazioni sull’evento: https://wma.glueup.com/event/third-open-expert-meeting-on-the-revision-of-the-wma-declaration-of-taipei-dot-169052/

 

 

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