Xenotrapianti tra scienza ed etica. Il documento della Pontificia accademia della vita
Articolo pubblicato da AciStampa martedì 24 marzo 2026
Un quadro assai disarmante quello presentato oggi in sala stampa della Santa Sede in merito alle “Prospettive per lo xenotrapianto – Aspetti scientifici e considerazioni etiche”, questo il tema del documento redatto dalla Pontificia Accademia per la Vita (Pav).
Durante tutto il 2024 sono stati effettuati nel mondo circa 170mila trapianti in altrettanti malati. Poi, ogni giorno nell’Unione Europea muoiono 8 persone in attesa di un organo, mentre negli USA, il numero sale a 13. Presenti alla conferenza, monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Academia, che ha ricordato l’incoraggiamento di san Giovanni Paolo II che inviò una lettera riguardo al tema, riportata nella prefazione alla nuova edizione del documento. Il contributo etico da parte della Chiesa cattolica è rivolto “non solo ai credenti, ma anche alla comunità medica”, ha tenuto a precisare il presidente dell’Academia.
Oltre al presidente della PAV, presente anche Monica Consolandi, ricercatrice della Fondazione Bruno Kessler di Trento che ha parlato riguardo ai trapianti che “sono efficaci nel trattamento di malattie molto gravi, ma c’è carenza di organi, tessuti e cellule”. Riguardo all’impiego di organi animali - ha precisato Monica Consolandi - deve essere “ragionevole, normato e dettato dalla necessità, senza alterazioni della biodiversità”. Infine, il dottor Emanuele Cozzi, responsabile dell’Unità di Immunologia dei trapianti dell’Azienda ospedale/Università di Padova, ha illustrato il ruolo dell’ingegneria genetica sui maiali per l’aumento delle compatibilità immunologica e fisiologica.
Ha concluso Daniel J. Hurst, eticista di Stratford: “Siamo entrati in una fase più avanzata” con gli xenotrapianti su persone morte a livello cerebrale, così ha esordito l’eticista americano. La Fda li ha approvati per uso compassionevole su pazienti che non potevano ricevere allotrapianti o comunque sarebbero morti prima.


